I LIBRI DI GUDI - recensione/ARCHITETTURA DI UN'AMORE ABUSIVO

I LIBRI DI GUDI - recensione/ARCHITETTURA DI UN'AMORE ABUSIVO

Questo non è solo un libro, non è solo una storia. Questo è un diario del Dolore, poco meno di cento pagine intrise di sofferenza. Questo non è solo un libro, e, soprattutto, non è un libro in grado di parlare a tutti. O meglio, non è un libro che chiunque può ascoltare. Certi dolori non si comprendono, se non li si vive. Ma se li si vive, Dio mio, queste pagine sono un'opera d'arte. In "Architettura di un amore abusivo", Luca Falbo vomita tutto il suo dolore, il male che sente, quello che logora lo stomaco e toglie il respiro. Ci racconta, tramite un'accurata scelta musicale, di quegli amori che non vengono mai raccontati. Gli amori tossici, quelli da "mi inchiodavi le gambe al suolo e pretendevi che mi alzassi", quegli amori che disintegrano l'identità e l'essenza di una persona, che ci lasciano nudi e infreddoliti sul ciglio della strada, a chiederci come sia potuto accadere, a flagellarci per le scelte che abbiamo fatto, per le strade che non avremmo mai dovuto prendere. In queste pagine è descritto il sottile e impercettibile confine tra l'amore e la distruzione di se stessi. In queste pagine leggiamo di come da ciò che accade in casa con mamma e papà, da bambini, possa nascere una tendenza alla dipendenza affettiva, da adulti. Di come sia logorante perdonarsi, della spossatezza lasciata dalle ferite, ferite che non si rimarginano mai del tutto, che continueranno a prudere, ad arrossarsi, a riaprirsi. Ci sono cose che vivono in noi e lo faranno per sempre, ci sono dolori che cancellano quelli che eravamo. Forse, un giorno, ci guarderemo indietro e metteremo il nostro dolore nero su bianco. Forse, un giorno, quelle parole diventeranno un libro, un libro su ciò che è stato. E forse, in quel momento, forse saremo guariti.
Quando leggiamo questo libro, prendiamo tra le mani il dolore di un uomo, e, realmente, non credo esista qualcosa di più straordinariamente puro. Questo libro è il Libro, e quella L maiuscola racchiude in sé le sofferenze di molti di noi. Mi sono commossa, leggendolo, e mi sono lasciata guidare da ogni canzone associata ai capitoli, come stessi esplorando il cuore distrutto di uno sconosciuto, più vicino a me di quanto avessi mai potuto sperare. Caro Luca, hai raccontato in queste pagine anche il mio piccolo grande dolore, e di questo ti sono grata. Caro Luca, mi hai ricordato che si può guarire, e di questo ti sarò eternamente grata.
"Scrivere e cose mi ha permesso di sopportare"
-Charles Bukowski 
I LIBRI DI GUDI
Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.