Lilia Bicec Zanardelli

Lilia Bicec-Zanardelli, membro dell’Unione degli Scrittori moldavi, nasce in un piccolo paese della Moldavia da genitori ex deportati in Siberia. Studia all’Università Statale di Chișinău dove diventa giornalista e lavora per undici anni per giornali e radio fino al 2000 quando decide di lasciare tutto e venire in Italia. Nel 2009 ha pubblicato in rumeno “Testamentul necitit”, “Cartier” in seguito tradotto in italiano col titolo “Cari miei figli, vi scrivo” (Einaudi, 2013). Nel 2010 fonda l’Associazione italo-moldava “Moldbrixia” ed il giornale bimestrale, in italiano e rumeno, “Moldbrixia News”, sostenendo e aiutando le donne provenienti dall’Europa dell’Est. Nel 2014 ha partecipato con il racconto “Donne, lavoro ed educazione: un esempio dall’Europa dell’Est”, all’antologia letteraria “Donna e…” (Cairo Editori). L’anno dopo contribuisce con il racconto “The maize porridge of longing” all’antologia letteraria “Novel of the world” (Mondadori), in occasione dell’EXPO di Milano. Sempre nel 2015 il racconto, intitolato “Moldova”, entra a far parte dell’antologia letteraria “La tela di Penelope”. Nel 2016 Lilia Bicec è protagonista del documentario “C’è un posto per me nel mondo”, produzione Movie Movie, che analizza il fenomeno drammatico dell’immigrazione femminile dell’Europa dell’Est. Il documentario messo in onda sul Rai Tre doc 3. Nel 2016 pubblica in rumeno il nucleo centrale di questo libro con il titolo “Bumerang” (Cartier), dove la protagonista, Elena, è molto più di un personaggio di finzione letteraria: la sua voce, infatti, è reale poiché il suo grido di dolore è quello di almeno altri 120 mila bambini che hanno sperimentato e continuano a sperimentare le asprezze e le ingiustizie di una società che non li ascolta e non li protegge. Nel 2018 pubblica in romeno “Lagărul 33”, “Cartier”, Repubblica Moldova in seguito tradotto in italiano col titolo “Lager 33”. Con la casa editrice Another Coffee Stories ha pubblicato, nel 2021, il romanzo “Boomerang” e nel 2022 la raccolta di racconti "DecaSguardi".